Basile ad Insardà

Condivido decisamente la proposta formulata dall’Assessore Insardà e raccolgo e rilancio, per primi ai responsabili dei partiti, il suo appello per evitare, a partire dalle prossime elezioni comunali ma senza fermarsi a queste, la proliferazioni di liste e il diluvio di candidati spesso mobilitati non per fornire alla Città un’adeguata e responsabile classe dirigente ma per intercettare acriticamete il massimo del consenso sull’unica base del rapporto amicale, quando non  del tutto familiare, e clientelare.
In effetti non occorre molto più di una sola lista – non dimentichiamo che per il comune di Vibo è composta da 40 elementi – per rappresentare con sufficiente chiarezza al corpo elettorale la qualità degli uomini e delle donne che si candidano a provvedere all’attuazione, sotto la guida ed il coordinamento del Sindaco, del programma amministrativo che (e questo è il secondo elemento di na certa importanza) deve costituire il unto fondamentale del progetto di governo approntato per la Città.
 E questa è considerazione, oltre che logica, fortemente diffusa fra i cittadini che sono stanchi, ogni volta si arriva alle elezioni comunali o provinciali, di essere strattonati per la giacca da questo o quello delle centinaia di cacciatori di voti che si scatenano in queste occasioni.
Allora lista unica – mutuando quanto accade nei comuni di ridotta dimensione demografica – per ognuno dei candidati a Sindaco, con un progetto politico-amministrativo leggibile e chiaro, e (perché no ?) con una squadra facilmente riconoscibile e al limite interamente dichiarata prima del voto.
L’intera squadra, e non la sola Giunta come propone l’Assessore Insardà, poiché ritengo che la cura della cosa pubblica a livello locale, specie se comunale, oltre che ai soli Sindaco ed Assessori attenga a quella che complessivamente si può definire la squadra, e cioè quel gruppo di persone che, da varie postazioni, concorrono alle scelte fondamentali.
Basta riandare con la memoria alle decisioni più significative assunte nel passato, anche meno recente, per rendersi conto che sempre, con rarissime eccezioni, esse sono state fortemente condizionate, quando non interamente ispirate ed imposte, da fattori – soggetti politici ed istituzionali di livello diverso, dirigenti e burocrati, consulenti, gruppi di pressione, rappresentanti di interessi, ecc., ecc. – che risultano tutti completamente assenti, quando non addirittura sconosciuti, allorquando si sono svolte le elezioni e quel Sindaco e quei Consiglieri sono stati eletti.
Ed allora che venga costituita, e dichiarata trasparentemente, tutta la squadra che supporta, e dovrà poi attuare in caso di successo elettorale, il progetto di governo della Città, senza limitarsi a rendere noti il Sindaco, i Consiglieri ed eventualmente gli Assessori, affinché gli elettori possano sapere con certezza chi sono gli uomini e le donne ai quali decidere di affidare la responsabilità di gestire il Comune e di garantire vivibilità al quotidiano e futuro alle prossime generazioni.
Sono, per quanto mi riguarda, parimenti condivisibili i rilievi espressi dall’attento Assessore Insardà circa la perversa influenza, sia nella fase di costituzione degli Organi Esecutivi che nel merito delle risposte da dare ai problemi delle comunità amministrate, dell’abbondanza di liste, gruppi politici, candidati, messi insieme solo strumentalmente in funzione della massimizzazione del consenso e non del progetto politico.
Una simile scelta – ed è bene che non venga trascurato soprattutto da parte degli anche fin troppo riconoscibili ispiratori di alcune chiavi di lettura sui risultati delle recenti elezioni europee apparse nei giorni scorsi sulla stampa locale che interpretano la scelte preferenziali espresse sui candidati in termini di esercitazioni muscolari nei rapporti di forza fra presunte fazioni esistenti nel PdL a livello sia locale che nazionale, dimenticando che proprio l’immagine di un Partito Democratico devastato dai violenti conflitti interni incardinati su interessi di persone e gruppi al punto da minimizzarne la proposta politica, fornita in sede di primarie e di elezioni degli organismi rappresentativi, è stata la principale causa della sua rovina elettorale – per di più si muove decisamente nella direzione di quella semplificazione elettorale e politica che costituisce uno dei punti principali degli impegni assunti dal Popolo della Libertà nei confronti degli Italiani.

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