Il sogno negato (la bellezza è di tutti)
Ho visto il Signor Giorgio Armani godere del sole e delle acque cristalline di “Praja i focu” e mi sono tornate in mente tutte le vicissitudini che ho vissuto dal 18 agosto 2009 ad oggi 3 settembre per cercare di rendere di nuovo accessibile una tale bellezza a tutti coloro che lo desiderino. Dal 1999, anno in cui scoprii questo posto, ho sempre avuto libero accesso alle spiaggette di Capo Vaticano tramite un sentiero-mulattiera che dal belvedere portava giù sino al mare. Quest’anno, arrivato a Capo Vaticano ho ricevuto una telefonata da amici di Roma, che dal sentiero sopra citato scendevano al mare dal 1981, e che mi avvisavano che l’accesso via terra alle spiaggette era interdetto. Sul belvedere, effettivamente c’era uno sbarramento fittizio all’accesso fatto da rete leggera e tavole di legno ma senza alcun avviso di pericolo o di interdizione. Un accesso laterale allo sbarramento permetteva di impegnare il primo tratto del sentiero che però ben presto si interrompeva con una frana “naturale” e con un salto di circa 4 metri. La voglia di raggiungere il luogo che da dieci anni mi spinge a venire fin qui, mi ha fatto cercare delle vie alternative per arrivare al posto desiderato. Da subito mi è stato segnalato quale unico mezzo possibile, un’imbarcazione (barca a motore, gommone, pattino, canoa, etc.) dalle spiagge del Tono o di Grotticelle. Dopo due giorni di tentativi finalmente arrivo a “Praja i focu” dove c’è un continuo andirivieni di imbarcazioni che trasportano bagnanti e carburante e che attraccano in spiaggia a motore acceso. Assisto quindi al “beach fast-use” e all’assenza dei “time after time sun users”, un tempo anche custodi delle spiagge e paladini della tutela di uno dei residuali litorali calabresi, interamente naturali. I miei occhi non riconoscono più il luogo incantato, guardano le acque limpide ma si accorgono che non sono più per tutti e di tutti. Mi volto verso il costone e capisco che l’impervia stradina di montagna non può più essere percorsa da chi ha voglia di raggiungere questo paradiso. Si alza lo scirocco e come sempre le barche corrono a raccogliere i turisti scaricati e mi rendo conto che tra questi ci sono anch’io che in altri tempi avrei guardato con piacere al fuggi-fuggi e sarei salito al tramonto per la montagna, ma ora, davanti al mare grosso, sono costretto a fuggire anch’io.
Un barlume di speranza si accende quando, cercando una soluzione al burrone causato da “eventi naturali” trovo un “sentiero alternativo” che mi permette di scendere dalla vecchia via. Così il tuffo in acqua ha il sapore di una volta: sudato, conquistato…magnifico! Ma dura poco perché in spiaggia vengo minacciato da un calabrese che scarica turisti e che si accorge che sono venuto giù tramite il sentiero. Intanto mi accorgo che dopo di me anche altri iniziano nuovamente a calcare la montagna, rispettandola e riconsegnando la vita alla natura violata. È un sogno ad occhi aperti però perché il giorno dopo trovo montate reti pesanti che chiudono definitivamente l’accesso ed un cartello “proprietà privata-divieto di accesso” (privo di autorizzazione comunale). Il belvedere, dunque, diviene un “malvedere” e definito da un residente storico “l’Ucciardone”.
Ho cercato lo Stato ed il rispetto delle regole generali dettate dalla Unione Europea per denunciare l’aggressione alle ultime spiagge libere della costa calabrese ed ho ricevuto risposte rassicuranti e competenti dal Sindaco e dall’Ufficio Tecnico del Comune di Ricadi i quali mi hanno confermato l’impegno dell’Amministrazione Pubblica per la salvaguardia di un “Sito di Interesse Comunitario” e di una nascente “Area marina protetta” e per il ripristino del sentiero verso “Praja i focu”. Ma in realtà ho trovato uno sbarramento fortemente cercato ed imposto alla libera fruizione dei beni naturali e della costa la cui tutela da parte delle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Guardia Costiera, etc,) si intravede solo quando sente il bisogno di un bagno rilassante nelle acque di uno dei più bei mari d’Italia e forse del mondo, il Signor Giorgio Armani che dopo aver goduto della sua bellezza, ha lasciato la spiaggia sul suo gommone guidato da marinai professionisti, a motore acceso, al pari delle barche per i turisti di tutti i giorni.
Prof. Luigi Esposito
Docente dell’Università Federico II di Napoli
e dell’Università Magna Græcia di Catanzaro.

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